Intervista all'orafo-calciatore Gianfranco Quartaroli

Gianfranco Quartaroli non è solo il fondatore del marchio Circuiti gioielli,l'artista valenzano è stato infatti un calciatore professionista.






Gianfranco dove hai iniziato la tua carriera calcistica?

Ho iniziato nei settori giovanili del Toro e del Novara. A Torino furono un paio di anni di sacrifici non indifferenti;avevo solo 12 anni e ricordo che uscivo da scuola alle 12.40 correvo in stazione a prendere il treno delle 12,50,scendevo a  Porta Nuova prendevo il pullman numero 61,arrivavo al campo,facevo allenamento e tornavo sempre in treno ,erano gli anni dei grandi scioperi,i telefoni cellulari non esistevano...arrivavo a casa a mezzanotte..3 volte la settimana piu' la partita...





In quali societa' hai militato?


Ho iniziato ad allenarmi e a giocare sul "serio"in prima squadra nel Mantova a 16 anni.







Dopo Mantova andai a Ravenna,l'anno in cui conobbi il mio amico del cuore col quale abitai per un anno:
Marco Nappi.







Quell'anno vincemmo il campionato e sfiorammo la finale di Coppa Italia perdendo ai rigori a Posillipo in un clima da far-west.
Un'esperienza fantastica quella in Romagna,ricordo ancora quando arrivammo allo stadio da vincitori e mezza citta' era li' ad aspettarci,i primi brividi...
Ricordo che disputammo diverse amichevoli di lusso; contro il Milan di Nils Liedholm,il Bologna di Marocchino,il Cesena,il Rimini di Arrigo Sacchi.
Col Bologna vincemmo 4-1 davanti a 10.000 spettatori,tripletta di Marco Nappi e goal mio all'incrocio dei pali: un boato!







Dopo Ravenna per una serie di circostanze sfortunate fecero si che invece di finire in compagnia atleti a Bologna finii al Battaglione Alpini Susa a Pinerolo;riuscii a giocare le prime 7 partite,ma poi il capitano della caserma decise di non darmi piu' i permessi per andare ad allenarmi e di conseguenza feci poche presenze.







Dopo Pinerolo mi trasferii a Savona.
A Savona giocai con Patrick Panucci fratello di Christian e l'anno successivo tramite il mio procuratore andai a giocare a Mazara del Vallo.Altra grandissima esperienza,inizialmente ebbi qualche difficolta' perchè non ero abituato a giocare sui terreni in terra battuta.
Tutte le domeniche c'erano dai 5 ai 10mila spettatori,si giocava a Caltanissetta,Ragusa,Palermo,Gela,Acireale,Enna e il livello era molto alto.








Poi la Biellese e come posso dimenticare l'esperienza a Castiglione delle Stiviere dove ebbi la fortuna di giocare in amichevole davanti a oltre 6.000 persone contro il Napoli di Diego Armando Maradona vincitore dello scudetto 1986-87.






Ricordi qualche calciatore o allenatore in particolare?

Be' negli anni sono stati tantissimi,il primo in assoluto rimane Marco Nappi,tutt'oggi  allena in Cina e ci sentiamo spesso;ma sono stati tantissimi  gli esempi che mi hanno migliorato sia come uomo che come calciatore,forse ai piu' giovani i nomi che andro' a elencare non dicono nulla,ma posso assicurare che ognuno di loro per me è stato un po' come un padre...poi oggi con internet basta digitare nome e cognome per vedere la splendida carriera tra serie A e serie B di questi atleti;
Sergio Girardi,ex portiere di Inter e Genoa,Giovanni Botteghi,Oscar Lesca,Sauro Catellani,Giuliano Musiello,Nerio Ulivieri,Pasquale Borsellino,Doriano Pozzato,Fanesi,Ezio Bertuzzo...
Tra i mister ho un bellissimo ricordo di Dino Binacchi,Ignazio Arcoleo e Franco Panizza.







Si parla tanto anche oggi di di stranieri,ne ricordi qualcuno in particolare?

Si certo,l'anno di Savona legai in particolar modo con un grande centrocampista brasiliano Carlos Alberto Amaro detto Carlinhos,ex compagno di squadra di Cerezo nell'Atletico Mineiro,praticamente un fenomeno,riusciva a far goal da calcio d'angolo calciando di collo esterno destro.







Che rapporto hai coi social network?

Per quanto riguarda il calcio mi ha dato la possibilita' di ritrovare tantissimi ex compagni di squadra e amici dei quali avevo perso le tracce:Pierangelo Avanzi,ex Cremonese,Antonio Podda,Stefano Atzeri,Piero Giacalone,Marco Mirisola ex Casale e Perugia,Fabio Albinelli ex Bologna e tanti altri.
Per quanto riguarda il lavoro sono fondamentali,ormai la "battaglia commerciale" si gioca li' e di conseguenza siamo molto attivi sia su Facebook che su Instagram.


Hai mai avuto degli idoli?

Si certo,come tutti i bambini che si avvicinano al gioco del calcio ho avuto anche io i miei idoli.
La particolarita' è che sono sempre stato attratto dai calciatori un po' naif e rock,coi capelli lunghi,che ' poi e' un po' il mio look;da Ezio Vendrame,Gianfranco Zigoni,Mario Kempes per arrivare a Claudio Paul Caniggia.




A fine carriera sei rimasto ancora nel mondo del calcio?

Ho smesso di giocare a 38 anni e sono rimasto nel "giro" come Direttore Sportivo per 5 anni,poi pero' ho dovuto lasciare perche' il lavoro occupa gran parte del mio tempo,tuttavia seguo sempre lo sport in generale spesso fonte di ispirazione dei miei gioielli.

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