giovedì 19 gennaio 2017

2017: la grande scommessa sull'argento

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La vittoria di Trump ha costituito un punto di inversione per molti dei principali beni rifugio, con gli investitori che si sono riversati sul dollaro e sui mercati azionari.









Il prezzo dell’argento nei primi sei mesi dell’anno ha surclassato ogni altro asset del mercato con una performance di oltre il +50%, passando da $13,8 ai $21,1.








Il cambio di preferenze degli investitori e la convinzione che la Fed rialzerà i tassi di interesse nella riunione del prossimo 14 dicembre hanno portato ad un crollo dei beni rifugio, in particolare proprio argento e oro.
Il rapporto che lega queste due importanti commodities, la ratio, è la prima ragione che porta a pensare ad una ripresa del prezzo dell’argento.








La seconda ragione indaga la possibilità che nel futuro le stesse cause del ribasso dello scorso mese possano favorire il movimento contrario.








Infine la terza ragione guarda al grande vantaggio che l’argento ha rispetto all’oro, ovvero al suo utilizzo all’interno del settore industriale.








Secondo il 2016 World Silver Survey l’offerta di argento è in deficit negli ultimi tre anni, con un aumento anche durante il corso del 2015.







La reazione nella prima parte del 2016 è stata infatti chiara, ma rimane ancora presente un forte disequilibrio tra domanda e offerta nel mondo.







A questo si deve poi aggiungere l’aumento della domanda di argento fisico e il suo utilizzo sempre più intensivo all’interno dell’industria della gioielleria e nei sistemi ad energia solare, le cui previsioni di settore prevedono un incremento della domanda nel prossimi 4 anni.







Le ragioni quindi non mancano per credere ad un 2017 di ripresa.
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